martedì 24 aprile 2007

Serial Killer

Ricevo dal Fibologo Fabio questo Fibo che si spinge fino al 13° numero della serie di Fibonacci ovvero il numero 233. Complimenti Fabio, mai nesuno fino ad ora si era avventurato oltre il 9° numero ovvero il 34.
Buona lettura e, per chi ne ha voglia, buon divertimento nella conta delle sillabe......
Seb


SERIAL KILLER

0 - …

1 - ho,

1 - è

2 - vero,

3 - ucciso

5 - quella ragazza,

8 - splendida purtroppo per lei

13 - bellissima, serena e innamorata

21 - questa era la colpa più grande: viveva felice, in pace col mondo

34 - mai satolla di tanto paradiso, mai paga di tanta contentezza, mai stanca di cotanta musica persino.

55 - Era inconsapevole della sua fortuna, di quel dono immenso, mentre io, che da sempre aspiro a tutto quello, devo navigare nel mio dolore ed affondare nelle pene,

89 - devo affogare nel mio destino e leccare le ferite, devo fare i conti con i mostri e gli incubi della mia mente, con demoni e orrori mai visti, mai immaginati. Sono stato costretto, lo capite? Ho dovuto ucciderla quella ragazza: è stato per il suo bene e, per questa volta, anche per il mio.

144 - Ho aspettato per tre giorni e tre notti, nascosto tra le foglie del grande mandorlo, in attesa che la ragazza passasse per quella strada, ho dormito nei campi concimati di fresco e sullo sterco di cavallo, ho mangiato more e bevuto piscio solo per cercare quella felicità che mai ho avuto, per sentirmi vivo, solo per una volta sola. Lo sapevo che prima o poi sarebbe passata di lì per incontrare di nascosto il figlio del giudice. Puttana!

233 - Sono rimasto al coperto fin quando non è iniziato a piovere. L’ho vista arrivare da lontano con il suo ombrellino rosso, accucciata dietro il suo bel cappotto: ho aspettato il momento giusto prima di saltarle addosso. Si dimenava la ragazza e gridava, oh se gridava, ma le urla si confondevano con i tuoni: la pelle era candida, morbida, il collo non ha opposto resistenza, si è lasciato attraversare da parte a parte. Per un istante, all’allargarsi finale della pupilla, mi sono sentito felice. Poi, però, ho avuto il terrore dentro: troppo breve e lasciva quella felicità. Non so più quanti ne ho uccisi: scampoli di ebbrezza, ma non felicità: solo un grande vuoto, immenso.



Fabio

N.d.a. - Per iati e dittonghi ho consultato il De Mauro online; per gli articoli con l'apostrofo (es. "l'ho vista" ho sillabato in questa maniera "la/ ho / vi/ sta; es. "all'allargarsi" al/lo/ al/lar/gar/si)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

AUTOCORREZIONE: trovato un piccolo refuso: nel 144 c'è scritto "solo per una volta sola". In realtà è
"solo per una volta".
Chiedo Venia
FABIO

Maria & Stefano ha detto...

Bhe' complimenti di cuore!!!

M.